ACLI di MONTAGNANA

 

 

Agorà 1

 

EMIGRAZIONE E LAVORO,

OVVERO IL PUNTO DI VISTA DELL’ALTRO

 

di Armando Soto Rodriguez e Marco Baldini

 

 

SCHEMA INTERVENTO

 

FASE

 

TEMPI

 

 

 

Una storia

 

30’

Focus group sulla storia

 

30’

Pausa

 

15’

Condivisione delle focalizzazioni

 

45’

Ripresa degli elementi nodali

 

30’

Spunti per una lettura da approfondire

 

 

15’

 

 

 

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LA STORIA

 

GLI SNODI

 

 

 

di Armando Soto Rodriguez

 

di Marco Baldini

 

 

 

Mi chiamo Armando Soto Rodriguez…

 

Non esiste il fenomeno o il problema … esistono persone e storie…

 

 

 

…sono nato e cresciuto in Perù…

 

…che parlano con dignità di mondi “altri” e perciò ricchi ed interessanti

 

 

 

…l’antico regno degli Incas distrutto dagli spagnoli…

 

…e preziosi perché memoria della violenza con cui li abbiamo “civilizzati”…

 

 

 

Sono scappato dal mio Paese…

 

La libertà di una scelta (!)…

 

 

 

…con la mia famiglia…

 

…che coinvolge altre persone, affetti… e sconvolge legami, speranze e progetti individuali…

 

 

 

 

…per la lotta ad un dittatore…

 

…il rispetto dei diritti umani e la democrazia…

 

 

 

…per la miseria…

 

…globalizzazione della ingiustizia strutturale

 

 

 

…causata da scelte di politica economica imposte, che soffocano la vita e la speranza…

 

…sostenuta da organismi economici internazionali a servizio del capitale e non del bene comune…

 

 

 

 

Sono arrivato in Italia per caso, grazie ad amici italiani incontrati in Ecuador…

 

Il caso a volte non è tale, è frutto di scelte e movimenti realizzati da persone per affermare il valore della prossimità…

 

 

 

…e ho trovato a Padova amici che ci hanno accolto.

 

Il valore dei gesti di prossimità e condivisione, in una visione aperta al mondo e alle relazioni

 

 

 

Assieme abbiamo affrontato le fatiche e le gioie dell’integrazione: la casa, il lavoro, la scuola, una figlia nuova… e del distacco: il sostegno con le “rimesse” ma anche i lutti e le lotte della famiglia

 

…la vita non è mai piegare “loro alle nostre abitudini”. La vita è vita, per tutti.

 

 

 

 

Ho vissuto due vite i primi due anni: una formale da colf, una reale da lavoratore irregolare.

 

L’ipocrisia della legge, che piega gli uomini e non si adatta né a loro né alla realtà

 

 

 

 

Poi ho trovato un lavoro regolare, e per tanti anni ho fatto 40 chilometri al giorno in motorino, estate e inverno, per vivere e far vivere la mia famiglia e quelli che sono rimasti a casa.

 

…gli aspetti delle doppie e triple fatiche inutili a cui i lavoratori utili (indispensabili) al nostro sistema produttivo sono sottoposti

 

 

 

 

Poi è arrivato un fratello, mi sono avvicinato e diventato membro attivo di una associazione che si occupa di immigrazione

 

La catena migratoria e la solidarietà obbligata degli apripista

 

 

 

 

Nel frattempo, mi sono avvicinato e diventato membro attivo di una associazione che si occupa di immigrazione

 

Da una vicenda personale alla socializzazione delle storie, delle speranze ed alla organizzazione di risposte parziali a bisogni di secondo livello: l’incontro, la festa, la vacanza, l’aggregazione, la valorizzazione delle radici e della ricchezza delle culture

 

 

 

 

Poi sono diventato anche delegato sindacale nella mia fabbrica, dove lavoravano molti immigrati come me: dico “lavoravano” perché ora la fabbrica è stata svenduta ad una multinazionale e gli operai lasciati a casa

 

La consapevolezza dei meccanismi di ingiustizia e la scelta della militanza, della difesa dei diritti dei lavoratori, degli strumenti democratici per la tutela dei diritti

 

 

 

 

Oggi ho cambiato lavoro, ho comprato la casa con un mutuo, mia moglie lavora, i miei figli sono inseriti con grande esito nella scuola, grazie alla determinazione ma anche alla rete di relazioni ed amicizia che dal mio arrivo ho costruito, con italiani e stranieri.

 

Il “successo” di un percorso migratorio dimostra non solo la possibilità ma evidenzia le condizioni perché ciò possa avvenire

 

 

 

 

Sono cittadino di due mondi distanti da tutti i punti di vista – geografico, economico, culturale, sociale… - e vivo nella carne – i miei figli – la contraddizione di una storia che è già un altro mondo.

 

 

…non quello di cui molti hanno paura e ostacolano con leggi e decreti, ma quello vero e reale delle persone, dei popoli, di un presente che è già futuro e speranza.

 

 

 

 

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BIBLIOGRAFIA

 

    

D. VILLA, Storia dimenticata, scaricabile dal sito del Ministero per gli italiani nel mondo

C. MELEGARI, Ragionando pacatamente di immigrazione, Bologna 1999.

G. SARTORI, Pluralismo, multiculturalismo ed estranei. Saggio sulla società multietnica, Milano 2000.

“Nella Chiesa nessuno è stranieroGuida pratica per l’immigrazione ad uso degli operatori socio-pastorali”, anno IV suppl. n. 33 – Roma 2000.

“Cittadini dappertutto. Mensile di relazioni interculturali”, Padova.

 

 

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