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ACLI di MONTAGNANA |
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ACLI e GA
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Istituto Nazionale |
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di Montagnana
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COMUNICATO STAMPA |
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PIU' DELLA META'
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DEI GIOVANI DICE SI'
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AL LAVORO FLESSIBILE
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Un’indagine
ACLI rivela che i giovani |
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del montagnanese hanno forte desiderio |
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di un reddito autonomo e intendono il lavoro |
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come mezzo per investire su se stessi |
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Montagnana
(PD) - Voglia di lavorare, ma non solo: il posto di lavoro ideale deve offrire
la possibilità di viaggiare e fare “nuove esperienze” per realizzarsi dal
punto di vista professionale e maturare come persone. Sono queste le
aspettative dei giovani della zona di Montagnana, intervistati su iniziativa
del nuovo sportello di orientamento sul lavoro, che da due mesi ha aperto i
battenti nella città murata, presso il Circolo ACLI. I
risultati dell’indagine sono stati resi noti in una conferenza stampa
tenutasi il 1° dicembre presso il Circolo ACLI di Montagnana, impegnato da
tempo nel lavoro di formazione sociale e politica. Il
campione preso in considerazione dal sondaggio promosso dalle ACLI riguarda
140 studenti delle ultime classi negli istituti superiori Jacopo da Montagnana
e S. Benedetto. Il
desiderio espresso dai giovani di non rinunciare a spazi importanti di vita
privata e di autonomia organizzativa sul posto di lavoro, che sia stimolo ad
un continuo miglioramento di sé, si incontra con la disponibilità a un
lavoro flessibile, espressa dal 62% degli interpellati. Un’ampia
maggioranza (67,5%) ha confermato che il lavoro serve a raggiungere
l’obiettivo tradizionale di creare
una famiglia e migliorare il proprio tenore di vita.
Per il 38,7%, la scelta del lavoro sarà in funzione alla
professionalità e degli studi conseguiti, mentre per il 24,1% è solo
necessaria per non continuare a gravare sulle spalle dei genitori. “Siamo
soddisfatti per l’esito della nostra iniziativa – commenta Marco Coradin,
incaricato prov.le dei Giovani delle Acli – e cercheremo, insieme con le
forze del territorio, di favorire non solo la piena occupabilità dei giovani
nel montagnanese, ma soprattutto la loro qualità della vita come
lavoratori”. La
ricerca locale fa eco ad un'inchiesta sul tema "Giovani e Lavoro"
promossa dalle ACLI su tutto il territorio nazionale. Nella manifestazione
"In scena l'Italia del lavoro", tenutasi il 24 novembre scorso a
Verona e oggi rilanciata in oltre 40 città italiane, le ACLI hanno presentato
i risultati di tre indagini, realizzate dall'Istituto di Ricerca delle ACLI (IREF)
su "Giovani e Lavoro", "Famiglia e lavoro" e
"Disoccupati adulti di lunga durata". Il tutto rientra nel
"Progetto Lavoro" avviato un anno fa dalle ACLI nazionali per
rispondere alle nuove esigenze che emergono da un contesto economico e sociale
in profonda evoluzione. I dati raccolti da queste ricerche fanno da sfondo al
"Manifesto dei nuovi lavori", incentrato sul tema della
flessibilità, che contiene le proposte inoltrate dalle ACLI al Governo in
tema di lavoro e formazione. Secondo
l’indagine, svolta dall’IREF, istituto di ricerca delle ACLI, su un
campione di 1000 giovani tra i 18 e i 36 anni, la maggior parte degli
intervistati (68,6%) preferisce il lavoro autonomo al lavoro dipendente
(31,4%). E nutre fiducia nei sindacati che, secondo il 69,1% dei giovani,
possono tutelare i lavoratori flessibili. Fra
i lati positivi della flessibilità, il 36,2% nota l’opportunità di
organizzare liberamente il proprio tempo e lo stimolo che essa può dare al
miglioramento delle proprie conoscenze. Pesano invece il senso di precarietà,
segnalato dal 49,7%, data l’impossibilità di fare progetti a lungo termine,
la mancanza della necessaria tutela (29,3%), la scarsità di servizi di
orientamento formativo (24,3%), nonché di assistenza fiscale (22,1%) e legale
(18,8%). La grande maggioranza degli intervistati pensa a un posto di lavoro ideale con queste caratteristiche: orario di lavoro flessibile (53,1%); luogo di lavoro definito (73,1%); retribuzione fissa in base al tempo di lavoro (55,5%); organizzazione lavoro di gruppo, indipendente e non gerarchica (73,2%).
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1
dicembre 2001 |
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