ACLI di MONTAGNANA

 

 

 

 

Breve storia del Circolo Acli

La presenza delle ACLI a Montagnana, inizialmente discreta e poi via via sempre più incisiva nel tessuto sociale montagnanese ha coinvolto, in questi 60 anni, persone comuni, imprenditori, amministratori, in una pressoché continua attività assistenziale, ricreativa, culturale e formativa; di confronto e di dialogo, su una linea di azione tra cristianesimo, economia e democrazia che sono la fucina del mondo moderno, dei suoi conflitti, delle sue tensioni.

 

Di questi tempi in cui si parla tanto di riforma dello Stato sociale, noi affermiamo con forza che la solidarietà non è tanto un lusso e continuiamo e continueremo ad impegnarci per costruire la società solidale, che non sia solo mercato, una società in cui non si tenga conto solo del profitto, perché siamo convinti che si può e si deve crescere, anche economicamente, migliorando in solidarietà.

La nostra sfida “umanizzare l’economia” vuol dire capire e valutare la globalizzazione come processo di trasformazione del sistema economico mondiale: le cause, le dinamiche, le prospettive, analizzandone il suo rapporto con la democrazia, con l’intento di promuovere iniziative concrete per renderla democratica.

Il nostro impegno con i cittadini e i lavoratori continuerà attraverso un ruolo sempre più incisivo nel terzo settore, con proposte strategiche nel campo dei diritti umani e dell’etica sociale, con il sostegno della fede e dell’ambito della dottrina sociale della Chiesa.

 

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50 ANNI di STORIA MONTAGNANESE ... e non solo

(dal 1949 al 1999)

 

E’ il 12 giugno 1944: in Roma, Achille Grandi e altri fondano le ACLI, una “associazione libera e privata per scopi educativi, politici, assistenziali, ricreativi e per altre opere di carattere cooperativo e professionale”. Il primo impegno è in realtà prevalentemente di tipo sindacale; dopo la liberazione, sulla scia dell’unità antifascista, il neonato movimento aclista, filiazione dell’Azione Cattolica e della Democrazia Cristiana, è essenzialmente “espressione della corrente cristiana in ambito sindacale” e fa parte della Unità Sindacale insieme alla CGIL, espressione quest’ultima nello stesso ambito della corrente comunista e socialista. Tale Unità Sindacale, anche per le pressioni della Santa Sede, si rompe nell’estate del 1948 e le ACLI, dando vita ai Sindacati Liberi, si definiscono “movimento sociale dei lavoratori cristiani”. Da questo momento fino alla fine degli anni 50, all’interno delle ACLI, a Roma come in provincia, nasce e si sviluppa un acceso dibattito sull’identità del movimento, che conseguentemente registra un notevole calo di iscritti.

Il 15 febbraio 1949 il presidente nazionale delle ACLI Ferdinando Storchi firma il decreto di aggregazione n. 644 del Circolo ACLI di Montagnana (che nasce già tre anni prima) alle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. Iniziano così 50 anni di storia locale contrassegnata dal pressoché continuo impegno delle ACLI quale movimento di apostolato ma non di azione cattolica, di associazione di lavoratori ma non di sindacato, di movimento politico ma non di partito: una presenza inizialmente discreta e poi via via contrassegnata da una azione incisiva nel tessuto sociale montagnanese.

decreto di aggregazione del circolo alle Acli

Le idee ed i valori dell’Associazione hanno contribuito a plasmare gli uomini e i giovani di più generazioni nel passaggio fra la dimensione civile, sociale e spirituale con la promozione umana, nell’interpretazione dei cambiamenti, nel continuo sforzo di collocazione dei valori. Insegnamenti quali educazione al pluralismo, al confronto, al dialogo anche fra le diverse correnti di pensiero; l’esercizio della comprensione, del solidarismo e della fede ci hanno consegnato una identità di cui siamo fieri e che si è concretizzata attraverso una presenza del Circolo di Montagnana sia culturale e ricreativa che politica e sociale nel territorio. Eccovi le tappe nel tempo, fino al 1999:

 

1947/1950: Il prof. A.Lorenzi, presidente delle ACLI padovane, don Giovanni Nervo, primo assistente ecclesiale delle ACLI provinciali e il vescovo Monsignor Agostini visitano i vicariati e molte parrocchie della diocesi sollecitando la costituzione di una rete di circoli ACLI. Montagnana risponde e nasce il Circolo ricreativo ACLI, di cui fu primo presidente il sig. Ludovico Guariso. Nel settembre 1949 inizia l’attività di assistenza sociale (patronato) sotto il nome di Segretariato Mandamentale del Popolo, resa impellente dalle molteplici ed urgenti richieste proprie del periodo post-bellico.

 

Anni '50: Presso il Circolo ACLI di Montagnana prende forma e si istituzionalizza con la presenza di un addetto sociale volontario il servizio gratuito di Segretariato del Popolo, cioè sostanzialmente di consulenza previdenziale per i lavoratori. Ogni parrocchia del mandamento contribuisce ai costi vivi e alle spese di funzionamento con 50 lire al mese per singolo abitante.

 

1960: Si inaugura la “Biblioteca Cattolica Leone XIII” che prevede il prestito gratuito dei libri e la consultazione in loco delle enciclopedie. E’ il primo momento formativo locale, sulla scia di quanto avviene in sede provinciale. A Padova parte e si consolida la scuola di formazione socio-politica; nei circoli si sollecitano gli incontri sociali mensili; si organizzano corsi residenziali estivi di formazione: la finalità è quella di formare una classe dirigente che possa incidere su adeguate scelte sociali, operatori di servizi competenti, aclisti motivati.

 

1960/1971: Si manifesta in maniera drammatica la crisi di posti nel Montagnanese. Dopo aspre tensioni manifestatesi con scontri fra dipendenti, cittadinanza e i rappresentanti dell’Eridania, nonostante il Sindaco di Montagnana avesse “requisito” i locali, lo zuccherificio chiude; successivamente scoppia, in tutta la gravità, la crisi della “Gibo” di viale Tigli. Le Acli emettono un documento ben articolato e corposo con una analisi degli avvenimenti che mette a nudo le carenze strutturali del territorio.

 

1968/1973: Le Acli di Montagnana si impegnano per la costruzione di cooperative fra gli agricoltori: nasce per iniziativa di alcuni soci particolarmente aperti e stimolati la prima Stalla Sociale con sede presso il Circolo. Successivamente un gruppo di giovani componenti il Consiglio di Presidenza si fa promotore di incontri fra agricoltori e tecnici, aventi come fine la costituzione di cooperative in grado di assumere la gestione della Centrale Ortofrutticola di Montagnana.

La cooperazione è stata fin dalla fine degli anni 50 ritenuta dalle Acli padovane il mezzo di partecipazione nel mondo contadino nonché il metodo preferenziale per la soluzione dei problemi agricoli. Nel dicembre del 1960 era nato il CONSPACA (Consorzio Provinciale Acli Cooperative Agricole): un insieme di cooperative di servizio impegnate soprattutto nell’approvigionamento di alcuni prodotti (concimi, sementi, anticrittogamici, ecc.) con il fine di trasformarsi poi in cooperative di mercato in grado di commercializzare i loro prodotti. Nell’ambito di tale programma nasce la Centrale Ortofrutticola di Montagnana, gestite da un Consorzio Interprovinciale di Cooperative (bassa padovana, veronese e vicentina), costituitosi il 12 febbraio 1969, di cui viene eletto presidente l’on. Michelangelo Dall’Armellina. Le progettualità incontrano però ostacoli di natura politica ed opposizioni da parte di altre associazioni impegnate sullo stesso fronte (Coldiretti), che portano al loro progressivo abbandono (vedi Centrale del latte di Padova e Consorzio Produttori Latte) e che coinvolgono anche la Centrale Ortofrutticola locale.

 

1969/1970: Il 1969 per le Acli è l’anno della svolta: nel congresso di Torino si decide la fine del collateralismo, cioè dell’aggancio alla Democrazia Cristiana e la liberalizzazione del voto. Anche “l’ipotesi socialista”, intesa come la realizzazione di una società che renda possibile il massimo soddisfacimento dei bisogni sociali, la piena realizzazione dell’uomo nel lavoro e la liberazione integrale dell’individuo, nonostante la dura reazione della CEI e di Papa Paolo VI, non appaiono incompatibili con la coscienza cristiana. Tematiche forti, che comportano accesi dibattiti nell’associazione a tutti i livelli ed anche scissioni (vedi Movimento Cristiano Lavoratori). Il Circolo di Montagnana non ne è estraneo: nasce, a cura della Presidenza e di un gruppo redazionale di giovani impegnati, un foglio quindicinale informativo e di cultura locale, intitolato “Acli a Montagnana”, e due numeri unici dal titolo “La nuova Montagnana” in cui vengono trattati e dibattuti argomenti importanti: autonomia dai partiti politici e dalle organizzazioni sindacali, incompatibilità con cariche politiche (l’incompatibilità, pur votata nel congresso del 1953, stenta ad essere applicata ancora nel ‘65). “Perché sei socio Acli? Fare le Acli cosa vuol dire? Come vuoi le Acli? Amico aclista pensa!”: questi gli interrogativi e gli slogan ricorrenti.

foto di gruppo del Movimento 

Giovani Lavoratori

1971/1980: Nel ’71 si costituisce a Montagnana il Movimento Giovani Lavoratori come tentativo di coinvolgimento degli stessi, anche attraverso momenti ricreativi, in tematiche sociali e politiche, in poco più di un anno si contano 150 giovani che si riuniscono, per quartiere o zona, per conoscersi, scambiarsi opinioni, partecipare a dibattiti, organizzare attività sportive e viaggi.

 Nel luglio ’72 sorge la bocciofila “La Torre” con sede presso il Circolo: un gruppo di soci, con passione e grande volontà, realizza due campi di gioco, fornita di impianto d’illuminazione e spazi laterali per gli spettatori in un ambiente decoroso ed accogliente; la società viene iscritta alla Federazione Nazionale Gioco Bocce, partecipa a competizioni singole o a squadra anche a carattere interprovinciale, conseguendo discreti risultati.

Nel quinquennio 1970-’75 in assenza di iniziative pubbliche si realizzano corsi serali annuali di preparazione agli esami di licenza media, titolo necessario sia all’accesso al mondo del lavoro che alla prosecuzione della carriera scolastica o fine a se stesso quale cultura. Su 63 candidati, 38 conseguono il diploma; alcuni di essi ne sono riconoscenti per l’utilità nella carriera lavorativa!

Le iniziative locali risentono del dibattito in seno ai congressi del ’75 e del ’78, nei quali, ricucite le fratture interne fra corrente di sinistra e maggioritaria e riaffermata l’autonomia, viene ribadito il “ritorno al sociale” del movimento, essendo temi dominanti la solidarietà a partire dagli ultimi (gli emarginati, i disoccupati, gli anziani, gli immigrati), la pace (disarmo, terzo mondo, obiezione di coscienza), l’ambiente. Sono questi gli anni del terrorismo (Piazza della Loggia, treno Italicus, uccisione di Moro) e del compromesso storico.

Nel maggio ’77 il Circolo di Montagnana organizza tre incontri-dibattito con temi “Evangelizzazione e promozione umana nel mondo del lavoro”; “Pastorale del lavoro”; “Enciclica Pacem in terris”, che richiamano una larga partecipazione di pubblico. Viene redatto, al fine di mantenere vivo il dialogo con i soci, un nuovo foglio mensile dal titolo “Acli Montagnana, lettera della Presidenza agli amici”: il fine è quello di confrontarsi con tutti coloro che pensano di identificarsi nei valori cristiani e umani della Acli.

 

1980/1990: Unità interna, autonomia, organizzazione dei servizi aclisti, presenza nel territorio, recupero di credito presso le gerarchie ecclesiastiche, impegno per la pace (marcia Palermo-Ginevra dell’83, manifestazioni contro l’installazione dei missili Cruise a Comiso e commercio delle armi), impegno per il lavoro e l’occupazione ecc.: queste le linee direttive delle Acli nel decennio che vede l’Italia funestata ancora da gravi tragedie, come la strage di Bologna, di Ustica, l’assassinio del generale Dalla Chiesa e interessata da importanti iniziative politico-legislative quali il nuovo Concordato, il referendum sull’aborto, la legge Martelli sugli immigrati, la legge Mammì sull’emittenza televisiva, il referendum di riforma della legge elettorale, ecc.

Nel 1989 cade il muro di Berlino e con quello il socialismo reale in Europa.

La vita del Circolo di Montagnana registra nell’81 l’estensione del servizio di consulenza da parte del Patronato anche ai dipendenti e pensionati pubblici (Stato ed Enti locali); nell’aprile dello stesso anno le Acli montagnanesi fanno sentire la propria voce sull’inquinamento del fiume Fratta e nel maggio successivo, in occasione del referendum sull’aborto, schierandosi in difesa della vita.

Nel maggio 1986 vengono organizzate tre giornate per la pace: nella prima, in un convegno-dibattito con relatore il dott. S.Calvani, responsabile Caritas Progetti Terzo Mondo, si parla di “Per una pace in crisi, quali iniziative?”; nella seconda si raccolgono fondi presso il teatro Bellini per la costruzione di pozzi in Eritrea grazie ad uno spettacolo con canti di montagna; nella terza, di tipo religioso, si celebrano funzioni eucaristiche, mentre alle porte del Duomo contiunua la raccolta dei fondi: con questi si costruiscono due pozzi in Eritrea!

Nel luglio ’89 vengono organizzati corsi estivi di italiano, latino, greco per studenti della scuola media che si iscriveranno alle classi liceali. Nell’agosto si fa ulteriormente preoccupante la situazione dell’ospedale cittadino che registra la chiusura di ortopedia prima, e quindi pediatria ed ostetricia-ginecologia; le Acli esprimono la loro preoccupazione e condanna con un manifesto teso a sensibilizzare la parte politica e ad informare i cittadini di quanto stava accadendo.

Nel ’90 il Patronato Acli, con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, diventa “Sede Zonale”, in considerazione della notevole consistenza di pratiche trattate.

 

1991/1999: Sono gli anni di Mani Pulite, del leghismo, del bipolarismo, della mafia (uccisione dei giudici Falcone e Borsellino), della insicurezza sociale, della crisi della giustizia.

Nel giugno ’91 Acli e Azione Cattolica di Montagnana promuovono un dibattito sull’enciclica papale “Centesimus annus”.

 

Il 2 luglio 1991 una grave perdita colpisce il Circolo di Montagnana: muore Don Plinio Bergamaschi. Le Acli lo ricordano così: “A Don Plinio, che tanto ha voluto e operato per il Circolo di Montagnana, che ha creduto profondamente nei principi e nei valori dell’Associazione, che per tutta la vita ha cercato di coniugare la fede cristiana ed i suoi contenuti sociali con l’etica aclista, che ha creduto infine nella realizzazione di questo progetto nella comunità scegliendo il dialogo e il rapporto sincero con la gente, va il nostro grazie e la certezza che il suo esempio resterà per noi un punto di riferimento importante nell’interpretazione della vita”.

 don Plinio Bergamaschi

 

Nell’ottobre ’92, allo scopo di avvicinare i giovani alla realtà e problematiche della vita comunale e alle loro possibili soluzioni, nonché per far conoscere i diritti e i doveri del cittadino, si organizzano presso l’istituto Sacchieri, tre incontri su: 1) la democrazia comunale; 2) urbanistica: uso, difesa e valorizzazione del territorio comunale; 3) partecipazione, trasparenza e diritto all’informazione nella vita comunale.

Nel 1993, accogliendo le istanze di cittadini e forze politiche, alcuni componenti il Consiglio di Presidenza, in adesione allo spirito dell’enciclica “Pacem in terris” (“Non basta essere illuminati dalla fede ed accesi dal desiderio di bene per penetrare di sani principi una civiltà, … è necessario inserirsi nelle istituzioni.”), decidono di partecipare all’esperienza amministrativa locale con “Insieme per Montagnana”: il contributo è fattivo con due assessori ed un consigliere.

Nel 1993/94, aderendo ad una iniziativa promossa dalle Acli provinciali, il Circolo di Montagnana si impegna nella raccolta di fondi e materiale vario per le popolazioni della Bosnia colpite dalla guerra.

L’impegno dei soci, delle famiglie e di molti insegnanti delle scuole elementari di Montagnana, Urbana e S.Salvaro, consente di consegnare al campo di Grude tre camion carichi di generi alimentari, medicinali, vestiario e coperte. Il trasporto e la consegna del materiale viene fatto da aclisti volontari con propri mezzi e a proprie spese.

Nel dicembre ’94, allo scopo di sensibilizzare i responsabili della sanità alle vicende dell’ospedale cittadino, interessato dai progetti di razionalizzazione regionale, le Acli e l’Azione Cattolica di Montagnana fanno stampare e spedire dai cittadini 10.000 cartoline, indirizzate al Presidente della Regione Veneto. La parte illustrata della cartolina riproduce il bassorilievo che si trova nella lunetta del frontale dell’antico ospedale di Montagnana, denominato della Natività e risalente al XIV sec. Il retro riporta la seguente citazione: “Ospedale della città… antica istituzione montagnanese, la cui fondazione risale quantomeno al 1300… una vera gloria, nel campo della assistenza, …il vecchio Ospedale ha servito fino a 170 anni fa, serba memorie illustri al di fuori e al di dentro, salvato in tempo dallo sfregio del tempo… - 1994: troveremo da questa illustre testimonianza del nostro passato la forza di difendere un così glorioso “privilegio ospitaliero”!”.

 

 

Nel 1995 parte presso il Circolo il progetto Acli-Informa: è un’iniziativa di informazione ed orientamento offerta alla gente, con particolare riferimento a problematiche familiari, diritti e bisogni del malato e dell’anziano, lavoro e occupazione, rapporti dell’utente con enti pubblici, privati e banche. Il servizio è svolto da persone disponibili e competenti che, volontarie, si impegnano a consigliare ed informare gli utenti, i quali, in stato di necessità, si rivolgono all’Associazione. A novembre, nell’ambito dello stesso progetto, viene aperto uno sportello della Lega Consumatori Acli: si tratta di un’attività di consulenza legale extragiudiziale, a difesa del cittadino consumatore; suo compito è l’analisi del problema e l’identificazione assieme all’utente, delle possibilità e dei mezzi tecnici per risolverlo; offre la sua consulenza anche nell’ambito del diritto di famiglia, eredità, problematiche condominiali o locatizie ecc.

Nello stesso 1995 presso il Circolo viene istituito il CAAF (Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale): aiuta lavoratori dipendenti e pensionati nella compilazione dei vari modelli reddituali, ricorsi ed istanze di rimborso. Esso si inserisce e completa il centro servizi Acli del Circolo che opera nella consulenza per denunce per successione, pratiche catastali e scritture contabili per ditte individuali.

Nel 1996/’97 la formazione entra prepotentemente fra i programmi del Circolo. Con la collaborazione dell’Azione Cattolica, presso l’auditorium dell’Istituto Sacchieri, si tiene un itinerario di formazione socio-politica dal titolo “Comunità e territorio” in due cicli annuali. Il primo ciclo consta di quattro incontri: 1) “La realtà socio-economica del Montagnanese: una comunità si interroga su opportunità, limiti, responsabilità”; 2) “La Chiesa italiana dopo il convegno di Palermo: stare dentro il nostro tempo con amore”; 3) “La politica come realizzazione del bene comune”; 4) “Comunità cristiana e comunità civile: diffidenza, compromesso o reciprocità”. Il secondo ciclo di incontri viene attuato l’anno successivo: 1) “La comunità locale nell’economia globale”; 2) “Scuola, lavoro, formazione. I giovani: una risorsa per il futuro”; 3) “Il territorio montagnanese. La centralità della persona nel lavoro di ieri e di oggi”; 4) “Spiritualità del lavoro. Il lavoro è un bene che dà dignità alla persona”.

Nel 1997, presso il BIC (Businnes Innovation Center) di viale Tigli in Montagnana, viene inaugurata, con il contributo delle Acli locali, una sezione dell’EnAIP (Ente Acli Istruzione Professionale). Tale Ente, fondato nel ’51, riconosciuto come ente morale con decreto del Presidente della Repubblica nel ’61, opera per l’educazione socio-culturale, l’orientamento e la formazione professionale di giovani ed adulti, siano essi occupati o disoccupati; è un ente paritetico-sociale, nel senso che rappresentanti del mondo produttivo e della istituzioni pubbliche sono ugualmente presenti nel Consiglio di amministrazione. L’EnAIP è una fucina di iniziative (corsi FSE, il progetto OMA, ecc.), in questo momento di cambiamenti sociali, particolarmente utile: i giovani sanno di non poter contare più su un posto sicuro e, per entrare nel mondo del lavoro privato, o per scegliere il lavoro autonomo, hanno bisogno di maggiori capacità professionali e di compiere esperienze di lavoro nelle imprese.

Gennaio 1998: il centro servizi del Circolo promuove “Acliterra” con lo scopo di affrontare e risolvere le problematiche del mondo agricolo. Tale progetto persegue le seguenti finalità: 1) assistere fiscalmente e tecnicamente gli agricoltori con il supporto di personale tecnico qualificato; 2) promuovere iniziative volte a favorire la crescita del settore tramite la cooperazione tra gli addetti e tra gli operatori e gli Enti pubblici; 3) sviluppare una cultura della valorizzazione del territorio in piena armonia tra le esigenze di salvaguardia ambientale e di sfruttamento delle risorse.

Nel marzo 1999 si ripete, sempre in collaborazione con l’Azione Cattolica, l’esperienza formativa di “Comunità e territorio”. Questa volta gli incontri si tengono presso i locali parrocchiali: 1) “Tra globalizzazione e localismi. La responsabilità solidale del cristiano. Orientamenti della dottrina sociale della Chiesa”; 2) “Immigrazione e società interetnica. Aspetti culturali e socio-economici”; 3) “Globalizzazione e nuove forme di potere: esclusione sociale nel villaggio planetario”. Ad ottobre il Circolo, attraverso il Consorzio per lo Sviluppo Euganeo di cui le Acli sono socie assieme a CNA, Unindustria e sei Comuni della Bassa, apre (all’interno di una rete di centri di servizio telematico) uno sportello di informazione e consulenza a favore dei cittadini e il mondo dell’impresa.

 Sede del Circolo, destinata come "casa dei lavoratori" da don Giovanni Mocellini, fondatore delle Acli di Montagnana nel 1946, allora arciprete del duomo di Montagnana, poi vescovo di Comacchio, quindi di Adria e Rovigo

 

 

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I Presidenti del Circolo (1947-...)

 

Gli Assistenti Ecclesiastici

 

Gli Addetti Sociali del Patronato Acli

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